In nessun altro luogo

pioggia - fogliaE poi quando il sole si è fatto all’improvviso strada, sgomitando tra le nubi, mi hai chiesto se io volessi ugualmente fare due passi.
Giornate strane quelle. Ho pensato. Un po’ reclusi, un po’ frustrati nelle nostre quotidiane aspettative, un po’ increduli. Non si può partire, non si può andare… Ma almeno una passeggiata “nei nostri posti” ce la si può concedere. Hai detto in un sorriso.
Era piovuto tutta la notte e avevamo sentito la pioggia frugare curiosa tra le tegole; prima in modo lieve poi sempre più forte ma con una insistenza ossessiva e le note incolori di chi vagabonda perplesso sotto il peso dalla malinconia.
Quello sprazzo di sole ora pareva invece una promessa di tregua, giusto per far pace, un invito sussurrato a bassa voce che poteva anche non essere sentito. E invece noi l’avevamo raccolto, con entusiasmo.
E così siamo andati incontro al tepore della tarda mattinata, sul lungo fiume, a guardare le onde piene di gravità sospinte verso monte; a sentir ansimare i goffi runner che ci sfilavano distratti avendo in mente chissà quali mete.
I giardini erano sorprendentemente pieni di verde nonostante la stagione avanzata; le foglie, maculate di giallo rugginoso, erano sparse ad arte sul marciapiede da un vento che aveva ingentilito il grigiore della pietra serena; una canoa, poco lontano, sdrucciolava pigra sull’acqua opalescente lasciando dietro di sé un’esile bava di schiuma leggera.
Il suono dei nostri passi sottolineava l’incrociare a tratti dei nostri sguardi dopo tanti anni di vita assieme; e mentre sentivo il vago calore del sole sulla schiena sciogliersi in un tenero abbraccio e tu guardavi lontano inseguendo i tuoi pensieri, riflettevo che non avrei voluto essere in nessuna altra parte del mondo se non lì, accanto a te, in quel momento, contro il chiarore finto di quel cielo incerto; in nessun altro luogo e in nessun altro momento, ma solo sentirmi speciale camminandoti a sfioro, parlando di tutto e di nulla, in quello che mi sembrava il posto più bello della Terra. Progettavamo il nostro futuro come fossimo ancora ragazzini, come se il tempo davanti a noi fosse infinito e la nostra giovinezza fosse iniziata daccapo. I nostri desideri erano intatti, i nostri sogni rinnovati, il mio e il tuo domani, intrecciati come i rami di un glicine ostinato, la vita dell’uno delle mani dell’altra, ancora e sempre, perché tutto ha un senso solo se lo vediamo con i nostri occhi e con quel nostro modo unico di esistere e sentire. Sì, in nessun altro luogo e in nessun altro momento, Amore mio, in nessun altro luogo e in nessun altro momento.

I due infermieri si erano fermati sulla porta. Guardavano accigliati il paziente dalla soglia: era pallido e sembrava fosse intrappolato in una selva di esili tubicini che uscivano da sotto le lenzuola come tanti radici di una pianta d’acqua stagnante. Il respiro era regolare, ma spesso e rumoroso.
«Ce la farà?» chiese la donna al collega che pareva più anziano.
«Ce la deve fare…» fece l’altro aggiustandosi la mascherina.
«Forse dovremmo dargli un calmante… continua ad agitarsi nel sonno… e poi parla… chissà con chi…»
Intanto aveva ripreso a piovere. Il sole era stato cancellato in un attimo da una nube densa e incalzante. La promessa era stata infranta. La luce flebile della camera d’ospedale aver ripreso vigore come la fiamma in un caminetto.
«Andiamo Clelia… sta arrivando il Professore. Lui saprà cosa fare» e richiusero piano la porta.

13 pensieri su “In nessun altro luogo

  1. tachimio – Buongiorno a tutti. Sono Isabella l'autrice di ''Miscellanea- Visioni e palpiti del cuore-pensieri nascosti sotto forma di parole''.Sono una donna di 59 anni, sposata dal 1975 con due figli grandi: Chiara,ballerina professionista di danza contemporanea dedita oggi all'insegnamento , sposata, e Andrea, laureato in economia vicino a diventare dottore commercialista a tutti gli effetti. Mio marito ingegnere è oggi tranquillamente(si fa per dire) in pensione.Ho detto ''si fa per dire'' visto gli impegni che si è creato per non rimanere sempre a casa(vedi amici ect.) Insomma una bella famiglia con a carico anche un gatto un pò vecchiotto e ora con qualche problemino di salute.Ho scritto questo libro senza sapere di essere ''portatrice sana'' di parole che sono uscite così, per caso, ma che una volta fuori, non ho potuto più controllare. Ora spero che qualcuno di voi possa essere interessato alla sua lettura.Posso solo dire che mia figlia con la sua vita di artista, ha senz'altro influenzato un pò la mia nel farmi apprezzare, attraverso la danza, l'arte e in generale il ''bello'' che si trova in ogni forma espressiva(retaggio anche della mia cultura classica).Con questo spero siate in tanti a leggere il libro.A presto Isabella
    tachimio il scrive:

    Stavolta non mi hai fatto sorridere, mi hai fatto piangere. Meraviglioso è stato leggerti. Grazie davvero. Un grande abbraccio. Isabella

  2. fulvialuna1 – Cammino sempre a due metri da terra, la mia testa vive tra nuvole e venti, tra leggende e figure mitologiche, tra storia e arte....Come dice mio fratello, dovrei vivere in una torre, sulla montagna più alta del mondo; dovrei vivere tra libri, pennelli, tele, colori, stoffe.... Amo le alte vette, ma non disdegno il resto della natura, amo gli animali e il cuore me lo ha rubato un lupo. Amo tantissimo gli uomini che per me sono un mondo incredibile, ma le donne sono la mia forza,; non posso vivere senza bambini e senza le storie che raccontano gli anziani. Amo cucinare, cucire, dipingere, leggere, scrivere diari, scrivere su foglietti che viaggiano nella mia casa come avessero le gambe; mi piace il cinema, il calcio, le moto. Mi piace occuparmi della mia casa e del mio giardino...ma non sono Biancaneve e nemmeno Cenerentola, sono Paola, che per una serie di incredibili storie posso essere anche Penelope e anche Fulvialuna. Il mio sogno più grande è la pace nel mondo, questo mondo in cui cammino sempre a due metri da terra, ma quando ci appoggio i piedi resto ben salda ed è difficile spostarmi, tanto che il mio motto è "...il posto che mi piace si chiama mondo..."
    fulvialuna1 il scrive:

    Lui era già “oltre”.
    Adoro questo tuo racconto per la descrizione delle immagini e dei sentimenti. C’è poesia. E la poesia non delude mai.

  3. marinaraccanelli – Marina Raccanelli, nata a Fiume, vive a Venezia fin dall’infanzia. Nel 2004, per la Oceano Edizioni, è uscita la sua prima raccolta di poesie dal titolo “Variazioni in blu”; nel 2005, Firenze Libri ha stampato “Vento di stelle fredde“. Si è classificata seconda nella seconda edizione del Concorso internazionale di poesia “Montagna viva”; è presente in diverse antologie , fra cui “Il segreto delle fragole – poetico diario 2005 e 2007” (Editrice LietoColle), “Navigando nelle Parole” vol.11 (edizioni Il Filo), alcune antologie ed E-book promosse dal sito Poetilandia, ed altre. Le sue poesie sono pubblicate in alcuni siti e blog; il suo blog personale si chiama “Poesie e altro” Nell’ottobre 2008 è uscito il suo e-book “Luci di confine” presso Feaci Edizioni. In collaborazione con Piero Orsoni e ispirata dalla sua creatività in campo fotografico, ha stampato nel 2009 “Immaginario”, un libro di immagini, appunto: fatte di luci, di colori e di parole.
    marinaraccanelli il scrive:

    un sogno tenero e poetico, là dove sembra esserci solo dolore e l’attesa della fine

  4. molto “ampolloso” 🙂 belle descrizioni,
    e, ps, su d’accapo mi hai fatto venire un dubbio… internet è più per “da capo” o “daccapo”

  5. Birbo Bicirossa – Ciao, voglio avvisarti che proseguendo troverai due blog di pessima satira e dubbio umorismo. Un consiglio, non seguirmi credendo che contraccambierò, perché di solito non lo faccio. 😁🤪😉
    Birbo Bicirossa il scrive:

    Sai Briciola, io non so dove ci stai portando, ma finché si viaggia in prima classe non mi preoccupo!
    😏😍😉

    • L’importante è che poi il treno non si fermi in aperta campagna o in un tunnel senza luce in fondo.
      😱

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