Crescerai lentamente

Le prime avvisaglie si manifestarono qualche anno prima; a marzo o poco più.
Saverio aveva passato sul prato di casa il primo tosaerba della stagione e, alla fine del lavoro, nel dare una pulita alle scarpe, le aveva notate. Erano come delle piccole escrescenze bianche, con un puntino nero in cima. Pensò di avere pestato qualcosa. Chissà, forse un uccellino in decomposizione, forse un fungo. Non ci badò più di tanto, anche perché, con una buona spazzolata sotto l’acqua corrente, sparì subito ogni traccia.
Dopo qualche giorno accadde di nuovo, non più però nel suo giardino.
Per ragioni di lavoro aveva dovuto fare un sopralluogo in un campo arato di fresco. Una cosa complicata, inutile starlo qui a spiegare. C’era però rimasto tutta la giornata tra misurazioni, accertamenti e discussioni a non finire. E alla sera, a casa, aveva notato di nuovo quella specie di vermetti bianchi sotto le suole, forse un po’ più lunghi dell’altra volta. Li osservò meglio: erano rigidi e mobili. Cominciò a preoccuparsi.
Mise le scarpe all’interno di una busta di plastica e l’indomani le portò a Raffaele.
Raffaele era un calzolaio, uno dei pochi rimasti in paese; risuolava ancora le scarpe ed eseguiva piccole riparazioni; e, soprattutto, era suo amico.
«Non sono vermetti, né semi… mio caro…» disse dopo un po’ Raffaele, in modo quasi solenne, alzando il viso dalle suole. Aveva una lente di ingrandimento monoculare incastrato sull’occhio destro. La sua faccia era strana. Ma sorrise.
«E allora di che si tratta?» domandò Saverio nervoso.
«Vedi…» fece posando la lente e le scarpe davanti all’amico. «Come sai, io ho un po’ di terra sulle colline di Poggiobrusco…»
«Sì, me lo hai già detto, Raffaele, diverse altre volte…» disse lui, accorgendosi che il suo tono si era fatto sgarbato.
«Ho delle piante: meli, ciliegi, kaki. Ogni tanto metto a dimora anche barbatelle di olivo…»
Saverio si incupì. Ebbe all’improvviso una brutta sensazione.
Raffaele sorrise di nuovo, anche se ora sembrava a disagio.
«Insomma, le escrescenze, come le chiami tu, sono in realtà delle barbe… barbe di olivo, per l’esattezza.»
«Barbe?»
«Germinazioni, radichette… come le vuoi chiamare?»
«Ma non è possibile!» sbottò Saverio serrandole le mascelle.
«Non te la prendere con me…» fece Raffaele un po’ risentito e restituendo le scarpe. «Non so proprio come siano finite sotto le tue suole. Certo è che le tue scarpe, come dire… stanno mettendo su radici…»
Nel tornare a casa Saverio le gettò nel cassonetto anche se erano nuove.
Ma, di lì a qualche giorno, lo strano fenomeno si ripeté con quelle appena comprate e poi anche con gli stivali oltre che con le vecchie pedule da trekking. Più le puliva, più dalle suole di quelle scarpe crescevano delle radici anche se solo quando le indossava.

Trascorse così ancora qualche anno. Per un paio di volte la crescita delle radici fu così rapida e forte che dovette lasciare le scarpe nell’erba non riuscendo più a spostarle.
Poi alla fine capì.
Un giorno, sistemò tutte le sue cose, salutò chi doveva salutare, perdonò che doveva perdonare, persino se stesso, e se ne andò in giardino. Scelse un posto fresco, ma anche soleggiato per gran parte del giorno. Da quel punto si vedeva tutta la valle e il fiume in lontananza che brillava come un braccialetto nell’erba. Rimase immobile sino a sera.

Ora nel suo giardino c’è uno splendido olivo in più.

16 pensieri su “Crescerai lentamente

  1. vincenza63 – Writer e blogger per passione, 57 anni, vivo in provincia di Milano. Nella vita traduco testi tecnici e scrivo. Sono un'appassionata di musica, letteratura, amici, allegria, meditazione e riflessione.
    vincenza63 il scrive:

    Mi sono sentita come presa per mano in un cammino.
    Grazie.
    Vicky

  2. Mi ricorda il personaggio di Aureliano Buendia, in Cent’anni di solitudine, sopra le righe ho letto qualcosa di vero, anche se è una novella fantastica. grazie del regalo

  3. fulvialuna1 – Cammino sempre a due metri da terra, la mia testa vive tra nuvole e venti, tra leggende e figure mitologiche, tra storia e arte....Come dice mio fratello, dovrei vivere in una torre, sulla montagna più alta del mondo; dovrei vivere tra libri, pennelli, tele, colori, stoffe.... Amo le alte vette, ma non disdegno il resto della natura, amo gli animali e il cuore me lo ha rubato un lupo. Amo tantissimo gli uomini che per me sono un mondo incredibile, ma le donne sono la mia forza,; non posso vivere senza bambini e senza le storie che raccontano gli anziani. Amo cucinare, cucire, dipingere, leggere, scrivere diari, scrivere su foglietti che viaggiano nella mia casa come avessero le gambe; mi piace il cinema, il calcio, le moto. Mi piace occuparmi della mia casa e del mio giardino...ma non sono Biancaneve e nemmeno Cenerentola, sono Paola, che per una serie di incredibili storie posso essere anche Penelope e anche Fulvialuna. Il mio sogno più grande è la pace nel mondo, questo mondo in cui cammino sempre a due metri da terra, ma quando ci appoggio i piedi resto ben salda ed è difficile spostarmi, tanto che il mio motto è "...il posto che mi piace si chiama mondo..."
    fulvialuna1 il scrive:

    Raccontare il passaggio con poesia…quasi un rito tribal.

  4. elisabettafvg – Udine – Buongiorno! Sono Elisabetta ed abito a Udine. Questo blog è un "compendio" di ciò che voglio trasmettere (dalla frase di Ippolito Nievo che descrive il Friuli Venezia-Giulia come "un piccolo compendio dell'universo"!): -farvi conoscere i lavori manuali creati per la casa, per un regalo, per un evento,all'insegna del riciclo. In casa mi prendono in giro perchè smonto ogni oggetto fino al più piccolo pezzo! Uno dei miei motti:"può sempre servire!" Casa nostra fa concorrenza con i grandi magazzini di ferramenta!!!!Sono "idee di Beta" perchè le realizzo partendo da quello che ho in casa-magazzino ;) guardando un articolo in una vetrina, grazie alle idee di alcune riviste specializzate o ad un tutorial di un blog su una particolare lavorazione. -aprirvi il mio libro delle ricette collaudate, provate e riprovate anche perchè ogni giorno ti consigliano un nuovo ingrediente, ...si vede in televisione una nuova presentazione,...! -consigliarvi per un giro in Friuli (e non solo) attraverso l'arte, la cultura, la storia, la natura,... avendo un occhio di riguardo per i bambini, il mio grande amore! Sono mamma di due ragazzi maggiorenni (sigh!passa il tempo!), "camminano" da soli ed è anche per questo che ho voluto questo blog. Trasmettere fiducia nel saper creare qualche cosa con le proprie mani e con materiale povero,... curiosità, meraviglia nel conoscere, sapere di un luogo, di un evento... Adesso basta parlare, anzi scrivere di me! avanti con gli articoli! #BuonTutto a tutti da Beta! ah! dimenticavo.... Mandi Mandi !!! P.S."Mandi" è il saluto friulano. Vuol dire "ti lascio nelle mani di Dio" e/o "ti auguro tutto il bene per la tua vita" . NOTA BENE Il mio Blog STORIE DI BETA (ed i relativi articoli)NON è un prodotto editoriale, in quanto il blog non è concepito come una testata giornalistica. Il blog (come già dichiarato) rispecchia SOLO le mie passioni ed il mio PERSONALE pensiero, in materia di Lavori Manuali, Cucina, Libri, Bicicletta,Viaggi, Curiosità, Storia, Arte del FVG e non solo (v.i miei "Libri" :) ). Non e' una testata giornalistica, quindi NON sono tenuta agli obblighi dell’art. 5 – legge 47/1948, ovvero la registrazione obbligatoria presso il tribunale. Le fotografie sono state realizzate da Elisabetta Adami, titolare del blog e pertanto sono soggette a copyright. Nessuno è autorizzato a riprodurre parzialmente o totalmente i contenuti del blog. Chi lo fa viola le norme sul copyright e pertanto sarà passibile di richiesta danni.  L’autore Elisabetta Adami e il blog STORIE DI BETA NON SONO RESPONSABILI del contenuto dei link citati. E' un mio libero consiglio di lettura e/o comprensione. I miei "lettori del web" sono i SOLI responsabili dei propri commenti/contenuti pubblicati. Data la mia natura educata e rispettosa, mi riservo di non pubblicarli qualora siano irrispettosi.
    elisabettafvg il scrive:

    Poesia.

  5. Birbo Bicirossa – Sono un bambino che si rifiuta di crescere e viaggio nel Tempo e nello spazio, dove vivo avventure che poi i grandi non credono mica quando le racconto. Perché quelli da dieci anni in su ci fanno presto a diventare strani, eh? Beh ... questo è quello che mi succede, e se non ci credete pazienza, eh?
    Birbo Bicirossa il scrive:

    Tutto sommato non sarebbe male se la moda di mettere radici dalle estremità prendesse piede!

  6. Walter Carrettoni – Tutti dicono di me che sono bravo, intelligente, simpatico, arguto, spiritoso, disponibile, altruista, generoso, onesto, geniale, attento, spontaneo, cordiale, talentuoso, saggio e sagace. Sinceramente non saprei, ma siccome le mie qualità principali sono umiltà e modestia, chi sono io per dar torto a tutti?
    Walter Carrettoni il scrive:

    Poteva andare in giro sempre a piedi nudi

  7. Nonna Pitilla – Beh io sono una "donna, mamma, nonna", in pensione ormai da un po' di anni che ha amato e ama scrivere poesie e favole e cucinare e occuparsi di pittura o meglio di arte in generale. faccio molto volentieri la nonna di una bellissima bimba di 4 anni che è la mia vita, ma non ho abbandonato le mie passioni che volentieri condividerei con voi se volete. Il mio nome è Matilde, ma mia nipote mi chiama così nonna Pitilla... La Pitilla è un tipico pane salentino (lei non poteve saperlo), ma devo dire che mi rappresenta - anche se sono nata e ora vivo a Parma- amo la cucina in tutte le sue forme!
    Nonna Pitilla il scrive:

    Una storia fantasiosa e poetica

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