Sogni sotto un sasso

Braies«Ho dormito malissimo.»
«Sì, ho sentito che ti sei agitato molto questa notte… i soliti incubi?»
«Sì e peggiorano sempre di più. Appena mi addormento sogno di aver dimenticato delle scadenze importantissime; mi arrivano solleciti carichi di minacce per adempimenti oscuri, incomprensibili cui non riesco neppure a pensare di poter porre rimedio perché sono complicatissimi tanto da non essere in grado di ricostruirne la difficoltà e di venirne a capo; mentre poi mi accorgo che in verità sono il solo a non sapere cosa si debba fare per risolvere il problema essendo circondato infatti da chi invece lo ha già risolto e mi guarda scuotendo il capo in segno di biasimo per i miei ingiustificabili ritardi.»
«Io te l’ho già detto: devi farti vedere, non puoi continuare così… diventerai matto se non lo sei già…»
«Grazie, mi sei di conforto… Ma ciò che per me è più cupo e angosciante è che quando mi sveglio tutto ciò che sembrava avere una logica, una ragione, un perché, a poco a poco svanisce facendomi rendere conto che la realtà che ho vissuto fino a pochi attimi prima altro non era se non un incubo angoscioso. Sogno di un mondo indecifrabile, fatto di oggetti, persone, situazioni che non conosco e che non mi appartengono. Mi giro e mi rigiro, riaddormentandomi, e subito, la logica del sogno riprende il sopravvento, la realtà che mi era estranea da sveglio diventa la mia solita e la sola realtà e riprendo a tormentarmi in relazione al perché io non stia facendo nulla per rimediare alle mie imperdonabili mancanze, perché non metto a tacere chi mi rimprovera e mi esorta di fare questo e quello. E così via fino al prossimo risveglio o al prossimo sogno. Un labirinto di verità vere e di verità false da cui non riesco a uscire. Insomma, man mano che passa il tempo faccio sempre più fatica a distinguere il sogno dalla realtà e la realtà dall’incubo.»
«Basterebbe però che tu ti guardassi attorno per capire bene cosa è l’incubo e cosa è la realtà. Tu sei tu e il sogno è solo una proiezione del tuo subconscio: è qualcosa che non sei… La tua realtà è infatti ora qui con me.»
«Fai presto tu… ti sto dicendo che realtà e incubo hanno ciascuno una loro logica ineccepibile; sia l’uno che l’altro sembrano assolutamente veri quando vi sono in mezzo; quando sogno è la realtà a sembrare inaccettabile e quando sono nella realtà lo è il sogno… Ammesso che sappia ancora qual è l’una e quale è l’altro. Mi ricordo anche che mi dicevi proprio questa tua frase di poc’anzi: ‘la realtà è ora‘ e sono sicuro che in quel preciso istante stavo sognando.»
Rimasero in silenzio. Ognuno dei due avrebbe voluto che l’altro trovasse nuovi e diversi argomenti per continuare il proprio discorso. Ma non ce n’erano.
All’improvviso un chiarore accecante riempì l’aria. Il sole si abbatté su di loro come una scure.
«Papà, papà… guarda che cosa ho trovato sotto questo grosso sasso…»
«Fai vedere, Bepi! Caspita che bei lombrichi cicciottelli… prendili entrambi e mettili nel contenitore: vedrai che grosse trote prenderemo…»
«Sì papà, subito papà.»
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24 pensieri su “Sogni sotto un sasso

  1. Non sono un terapeuta professionista per cui le mie parole non hanno valore scientifico-professionale, dal tuo racconto, autobiografico suppongo, ci tieni a citare tuo figlio per cui potremmo in realtà provare a ricercare nella relazione tra te e tuo figlio la causa che ti fa ritrovare, in esperienza onirica, il tuo alter-ego immerso in drammatiche situazioni debitorie… per cui ti suggerisco di iniziare a lavorare in onestà di coscienza creativa nella veglia mentre riguardo le tue drammatiche esperienze oniriche vi potrebbe essere la possibilità, allo stesso modo, di lavorare in onestà di coscienza creativa per viaggiare in modalità dolce, progressiva, non traumatica in quelle condizioni che sembrano e probabilmente lo sono, così angosciose… per probabili debiti di coscienza… che probabilmente tu hai… ed in esperienza onirica ne hai di più grandi… ti suggerisco di affrontare bene tu la situazione nella tua vita quotidiana di veglia così che probabilmente ne potrà giovare anche il tuo “te stesso” nei tuoi incubi, auguri reali di buon pomeriggio, buon lavoro! <3 … <3

    • Grazie per le tue osservazioni, ma il racconto è del tutto inventato e non ha nessuna rilievo autobiografico

  2. Anche io faccio dei sogni che sembrano strani…ma poi hanno una logica nella realtà…come un puzzle da comporre…e nei sogni traggo elementi che riscontro a poco a poco nella realtà…prima ne ero angosciata…ma con il passare degli anni ho imparato a gestire i miei sogni😁
    Il tuo pezzo mi piace molto…lo trovo autorivelatore per me …

  3. Walter Carrettoni – Tutti dicono di me che sono bravo, intelligente, simpatico, arguto, spiritoso, disponibile, altruista, generoso, onesto, geniale, attento, spontaneo, cordiale, talentuoso, saggio e sagace. Sinceramente non saprei, ma siccome le mie qualità principali sono umiltà e modestia, chi sono io per dar torto a tutti?
    Walter Carrettoni il scrive:

    Vabbé, si capisce… Chi non capisce… Pazienza…
    Buona settimana.

  4. Birbo Bicirossa – Ciao, voglio avvisarti che proseguendo troverai due blog di pessima satira e dubbio umorismo. Un consiglio, non seguirmi credendo che contraccambierò, perché di solito non lo faccio. 😁🤪😉
    Birbo Bicirossa il scrive:

    Bello, mi piace. Anzi, mi ricorda qualcosa, forse un racconto di Voltaire o di Mark Twain, non so, comunque parlava di un principe benigno e del suo saggio consigliere, che dottamente discutevano di filosofia un attimo prima di essere mangiati da un uccello, e solo allora si scopriva che erano due bacherozzi annidati su una foglia di cavolo, o qualcosa del genere. Quindi è un bel racconto, che forse andrebbe alleggerito un poco nella prima parte, però tutto sommato bello. Tuttavia giudicando dai commenti non mi pare sia stato ben compreso, ma forse è colpa del caldo, chissà.

    😊

      • Birbo Bicirossa – Ciao, voglio avvisarti che proseguendo troverai due blog di pessima satira e dubbio umorismo. Un consiglio, non seguirmi credendo che contraccambierò, perché di solito non lo faccio. 😁🤪😉
        Birbo Bicirossa il scrive:

        Sì, ma anche tu, prima di «Papà, papà… » potevi scrivere in rosso: “Fai attenzione, qui c’è un fondamentale cambio di prospettiva, una sorpresa con cui voglio stupirti. Ovviamente non posso dirti altro, ma fidati, ti conviene sederti all’ombra, spegnere il telefonino e procedere con cautela”.

        😅 😊 😅

  5. annamariaarvia – Sono da sempre appassionata di libri e ne ho da poco pubblicato uno sulla mia esperienza di insegnante precaria nella scuola. Ho aperto il blog per scrivere su argomenti che mi interessano: da considerazioni personali a recensioni di libri a pensieri sulla scrittura, sperando di poterli condividere il più possibile e confrontarmi con altre persone che abbiano i miei stessi interessi.
    annamariaarvia il scrive:

    Il figlio riporta il padre alla realtà…

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