Era stato il suo sogno

Era stato il suo sogno: andare in pensione dopo tanto viaggiare e ritirarsi in campagna. Forse nel Saskatchewan o in Finlandia; in un posto tranquillo, tuttavia. E alla fine optò per le colline del Galles. Si ricordò che lui veniva da lì, dopotutto. Non a caso si chiamava Heddwyn.
Cercò così un cottage che facesse al caso suo e lo trovò nel Carmarthenshire. Un vero affare.
E ora si stava godendo il suo primo tramonto, seduto sulla poltrona e la stufa accesa. L’ampia vetrata sulle colline verdissime della contea lo ipnotizzava. Si sentiva realizzato.
Guardò l’orologio, era tardi. L’indomani si voleva alzare presto per fare alcuni lavori urgenti che aveva in mente alla staccionata e al giardino.
Si sistemò nel suo letto: se ne stette immobile per un po’ a guardare le travi a vista. Realizzò che sarebbe stato bello avere una compagna accanto a sé per condividere quel momento. Ma la vita aveva deciso diversamente. Spense la luce.
Stava per addormentarsi quando gli sembrò di sentire un rumore. Non era ancora abituato ai suoni di quel luogo. Poteva essere il vento, un mobile che scricchiolava, finanche un topolino. Poi vide un chiarore che proveniva dal corridoio. Pensò allora a un incendio. Forse una scintilla era fuoriuscita dalla stufa ed era caduta sull’assito. Stava per alzarsi quando entrò un uomo nella stanza. Era alto, allampanato, magro da far spavento, i capelli corti che mancavano sulla testa spuntavano dalla nuca sulle spalle; gli occhi erano azzurri e gelidi, una vecchia lampada ad olio accesa in mano.
«E lei che ci fa qui?» disse con una voce che suonò chioccia.
«Io? Che ci fa lei, piuttosto. Questa è casa mia!»
«Ma non mi dica… le hanno rifilato questa casa?»
«Rifilato?»
L’uomo che era entrato appoggiò la lanterna sul comò. Fece un simpatico sorriso di circostanza. Era un sorriso disarmante, leale, dovette convenire Heddwyn.
«Io mi chiamo Einion Llandyfaelog, ma tutti mi chiamano Usk perché mi piace andare a pesca sul fiume. In realtà sono, anzi ero, il parroco del paese. Sono morto nel 1604 e lei ha messo il letto proprio dove sono stato inumato.»
«Morto?»
«Certo, hanno costruito abusivamente questo cottage sul vecchio cimitero di Llannon… scommetto che non gliel’hanno detto…»
«N-no.»
«Però ha pagato poco per questo bel cottage e le sarà sembrato un affare…»
«S-sì.»
«Sappia che l’hanno buggerata.»
«Prego?»
«L’hanno fregata, trombata… non mi faccia esprimere altrimenti, per favore, sono pur sempre un uomo del Signore… Una cosa comunque è certa: qui sotto c’è un camposanto intero…»
«Lei quindi…»
«Esatto, sto tornando, come ogni notte, nella mia bara. Mi alzo presto al mattino, vado in paese, faccio i miei affari poi a volte se è bel tempo vado a pesca, e quindi a fine giornata torno a casa… torno come tutti gli altri del resto.»
«E perché la lanterna, scusi?»
«Ma che domande! Perché non c’è l’energia elettrica nel 1604… comunque non si deve preoccupare, non sarò io quello che le darò fastidio…»
«Ah no?» chiese ironico Heddwyn.
«No. C’è per esempio…»
«Oddio cos’è questa puzza?» chiese Heddwyn tappandosi il naso.
«Appunto, le stavo dicendo che c’è Heulog, l’ubriacone del paese. È da quando la moglie l’ha lasciato che, ahimè, non si lava più e ha grossi problemi intestinali per essere intollerante all’alcool che però non disdegna…»
Un uomo basso e grasso, in quel preciso istante, si presentò sulla soglia della camera da letto con una bottiglia in mano. Si appoggiò rumorosamente allo stipite della porta. Aveva gli occhi sbarrati dalla sorpresa di vedere qualcuno. Bevve un lungo sorso di whisky senza riuscire però a parlare. Heddwyn ebbe un conato di vomito.
«E siamo in tanti che torniamo ogni sera…» seguitò Usk il parroco grattandosi un naso che gli indicava il mento. «C’è Yorath, il medico, che però non scende mai da cavallo, Ashling la locandiera che non sta mai zitta, Cormac che però si porta sempre dietro i suoi tre maiali… ah… e c’è Dónall che…»
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24 pensieri su “Era stato il suo sogno

  1. Dicono che sia molto bello il Galles, mi piacerebbe andarci… il tuo racconto mi ha fatto venire in mente Questi Fantasmi del grande De Filippo. E di questo ti ringrazio.

  2. fulvialuna1 – Cammino sempre a due metri da terra, la mia testa vive tra nuvole e venti, tra leggende e figure mitologiche, tra storia e arte....Come dice mio fratello, dovrei vivere in una torre, sulla montagna più alta del mondo; dovrei vivere tra libri, pennelli, tele, colori, stoffe.... Amo le alte vette, ma non disdegno il resto della natura, amo gli animali e il cuore me lo ha rubato un lupo. Amo tantissimo gli uomini che per me sono un mondo incredibile, ma le donne sono la mia forza,; non posso vivere senza bambini e senza le storie che raccontano gli anziani. Amo cucinare, cucire, dipingere, leggere, scrivere diari, scrivere su foglietti che viaggiano nella mia casa come avessero le gambe; mi piace il cinema, il calcio, le moto. Mi piace occuparmi della mia casa e del mio giardino...ma non sono Biancaneve e nemmeno Cenerentola, sono Paola, che per una serie di incredibili storie posso essere anche Penelope e anche Fulvialuna. Il mio sogno più grande è la pace nel mondo, questo mondo in cui cammino sempre a due metri da terra, ma quando ci appoggio i piedi resto ben salda ed è difficile spostarmi, tanto che il mio motto è "...il posto che mi piace si chiama mondo..."
    fulvialuna1 il scrive:

    Mai fidarsi del “buon affare” nell’eilizia 😉

  3. Eh, quando si pensa di aver fatto un buon affare 😀
    Però senza dubbio alla sera non soffrirà di solitudine…

  4. Birbo Bicirossa – Sono un bambino che si rifiuta di crescere e viaggio nel Tempo e nello spazio, dove vivo avventure che poi i grandi non credono mica quando le racconto. Perché quelli da dieci anni in su ci fanno presto a diventare strani, eh? Beh ... questo è quello che mi succede, e se non ci credete pazienza, eh?
    Birbo Bicirossa il scrive:

    E vabbè, tanto questo pensionato quanto potrà campare ancora? Qualche annetto al massimo? E che sarà mai di fronte all’eternità. Anzi, il fatto che costui veda tanti spiriti mi fa sospettare che sia già morto anche lui, anche se ancora non se n’è reso conto. E comunque, se sposta il letto e si fa da parte senza fare troppe domande, immagino che potrà godere anche di alcuni piccoli vantaggi. Conversazioni interessanti se non altro, per non parlare del fatto che tra i personaggi caratteristici del posto che lo andranno a trovare, ci saranno pur state anche alcune donnine assai allegre e fin troppo generose, giusto?

    😛

  5. Ops… credeva di passare in solitudine la sua esistenza e invece c’è una bella compagnia che “passa” a trovarlo
    Io sposterei il letto
    Molto bello , complimenti

  6. annaecamilla – Anna: Sono appasionata di libri, film, dolci fatti in casa, condito il tutto da tanta corsa mattutina! Ed ora anche di fotografia. Camilla: ??????
    annaecamilla il scrive:

    Ma che racconto carino!!!

  7. Usk! Che brutta sorpresa! O forse no, magari diventano amici…

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