È tempo di violette

«Poggia il palmo della mano qui…» le disse indicando la sabbia compatta e scura della battigia davanti a sé. Lei gli era seduta accanto, attenta. Il mare scrollava delicatamente le sue onde trasparenti poco lontano con un lieve sciabordio di fondo. Mentre lei pensava se dargli corda o no, lui appoggiò la mano sulla sabbia guardando, senza in realtà vederla, una coppia di gabbiani che si era appena staccata dal molo tuffandosi nell’aria tersa.
«Si sentono passare le nuvole, si sentono passare i sogni…» cominciò a dire con voce impostata.
Vide che lei aveva un sorriso appena disegnato sulle labbra. Era incuriosita anche se i suoi occhi tradivano un pensiero indecifrabile che le stava passando per la testa. Ma per ora lei era lì, lui pensò, e il resto non poteva avere grande importanza.
«Si sentono i mille racconti del mare e le infinite parole sussurrate e quelle naufragate nel silenzio delle notti senza luna…» recitò concentrato. E, dopo essersi assicurato con la coda dell’occhio che lei ascoltava sul serio, continuò: «qui, in questo stesso punto, circa cinque secoli fa, un ragazzo del posto aveva dato alla sua amata un appuntamento alle prime luci dell’alba. Dovevano scappare insieme per sottrarsi alle proprie famiglie che avevano deciso di ostacolare il loro amore. Lui si era procurato una barca, l’aveva riempita di vettovaglie, coperte e portolani oltre a un mazzo di violette fresche che a lei piacevano tanto. Sarebbero andati via, da quale parte, non importa dove: il loro amore li avrebbe protetti.
Lui aspettò per ore, invano, fino a quando un parente di lei, al corrente della loro fuga, non andò ad avvertirlo che non sarebbe mai venuta. I suoi genitori avevano infatti scoperto tutto e l’avevano segregata nella torre della casa senza cibo né acqua; ma lei, per la disperazione di non poter più raggiungere il suo fidanzato, non potendo pensare di vivere senza di lui, aveva deciso di farla finita buttandosi in mare. Il dolore del ragazzo fu così devastante che lui si trasformò in un pesce per poter passare di mare in mare alla ricerca di lei…»
«È straziante questo racconto…» disse lei sospirando.
«Certo che lo è… E non è finita. Tempo dopo si scoprì che la ragazza non si era affatto buttata in mare; semplicemente non aveva voluto partire perché si era innamorata di un altro ragazzo, gradito ai suoi genitori; lei non aveva avuto il coraggio di confessare al fidanzato il suo ripensamento e aveva preferito quel sotterfugio. Poi l’anno successivo la ragazza si sposò ed ebbe un figlio. Presa però dal rimorso per come si era comportata, le impose il nome di quel suo primo amore di cui non aveva saputo più nulla e al quale continuava a pensare.
Trascorsero gli anni e un giorno, quando il figlio fu abbastanza grande per andare a pesca sul molo, un grosso pesce abboccò alla sua lenza trascinandolo prima sugli scogli e poi in mare aperto.»

Lei, che non si era persa neppure una parola, aggrottò appena la fronte guardando il dorso della mano di lui. Rimase in silenzio. Non chiese nulla. Le era tutto chiaro.
La coppia di gabbiani ora galleggiava nell’aria contro il faro bianco e blu. Entrambi gli uccelli, uno di fianco all’altro, parevano immobili anche se si poteva udire il vento che frusciava sotto le loro ali.
Poi lei disse:
«Certo che hai proprio un modo ben strano per far colpo su una ragazza al primo appuntamento!» protestò lei alzandosi e scrollandosi la sabbia dalle ginocchia. «Spaventare con questi racconti macabri e tristi… ma cosa ti dice il cervello?» disse con aria saputa incamminandosi verso la rotonda.
«Vai via?» fece lui deluso pensando di aver perso la propria occasione.
«Vado a prendere l’asciugamano. Facciamo il bagno assieme, no?»
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Leggi –> Dietro al racconto

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31 pensieri su “È tempo di violette

  1. ©Elisa – “La meta cui aspira la vita è uguale per tutti, ma il sentiero da percorrere, spesso solitario, per approdarvi è diverso per ogni essere umano”.
    ©Elisa il scrive:

    Dopo un po di assenza, e un impatto gradevole. Sempre gradevole … un caro saluto ELiisa

  2. Pingback: È tempo di violette | Il mio viaggio

  3. Mani sulla sabbia? Oh, i ragazzi al primo appuntamento sono sempre un po’ pasticcioni, le mani desiderano metterle sempre altrove, e spesso lo fanno… bel racconto, davvero! C’è un continuo? Sarebbe piaciuto a mia madre che adorava le storie un po’ tristi e le violette! Ma le violette piacciono anche a me.

  4. inchiostronoir – Sono un autore esordiente, questo blog è nato per parlare del mio primo romanzo "Il Maestro dei morti", ma anche di tutto quello che mi piace. Buona lettura!
    inchiostronoir il scrive:

    Da scrivere in “Mille cose da non fare al primo appuntamento”.

  5. Birbo Bicirossa – Sono un bambino che si rifiuta di crescere e viaggio nel Tempo e nello spazio, dove vivo avventure che poi i grandi non credono mica quando le racconto. Perché quelli da dieci anni in su ci fanno presto a diventare strani, eh? Beh ... questo è quello che mi succede, e se non ci credete pazienza, eh?
    Birbo Bicirossa il scrive:

    Ben scritto come sempre, ma questo ormai è scontato, e immagino che potrei fare a meno di dirlo. L’unica cosa che mi sento di aggiungere è un sincero ringraziamento a tutte le donne, per la pazienza che hanno nel sopportarci, e per il fatto che sono talmente speciali che stare con loro fa sentire speciali anche noi.
    🙂

    • Condivido pienamente e sottoscrivo.
      E poi, come disse il saggio, una vita senza donne sarebbe come cercare di immaginare un paradiso senza angeli.

      • Birbo Bicirossa – Sono un bambino che si rifiuta di crescere e viaggio nel Tempo e nello spazio, dove vivo avventure che poi i grandi non credono mica quando le racconto. Perché quelli da dieci anni in su ci fanno presto a diventare strani, eh? Beh ... questo è quello che mi succede, e se non ci credete pazienza, eh?
        Birbo Bicirossa il scrive:

        … o come un inferno senza diavoli.

        😛

          • Birbo Bicirossa – Sono un bambino che si rifiuta di crescere e viaggio nel Tempo e nello spazio, dove vivo avventure che poi i grandi non credono mica quando le racconto. Perché quelli da dieci anni in su ci fanno presto a diventare strani, eh? Beh ... questo è quello che mi succede, e se non ci credete pazienza, eh?
            Birbo Bicirossa il scrive:

            Vabbè, basta, dopo questa mi arrendo!
            🙁

  6. Mi è piaciuta molto l’atmosfera che hai evocato in me con le tue parole e che mi ha tenuta incollata al racconto. Mi piace molto anche leggere i tuoi “Dietro al racconto”, poiché mi spiega sempre qualcosa in più; anche soltanto il più piccolo particolare sfuggito alla lettura.

  7. annamariaarvia – Sono da sempre appassionata di libri e ne ho da poco pubblicato uno sulla mia esperienza di insegnante precaria nella scuola. Ho aperto il blog per scrivere su argomenti che mi interessano: da considerazioni personali a recensioni di libri a pensieri sulla scrittura, sperando di poterli condividere il più possibile e confrontarmi con altre persone che abbiano i miei stessi interessi.
    annamariaarvia il scrive:

    Un altro frammento di vita reso prezioso dalla tua scrittura. Mi è piaciuto molto anche leggere come è nata l’idea del racconto.

  8. elisabettafvg – Udine – Buongiorno! Sono Elisabetta ed abito a Udine. Questo blog è un "compendio" di ciò che voglio trasmettere (dalla frase di Ippolito Nievo che descrive il Friuli Venezia-Giulia come "un piccolo compendio dell'universo"!): -farvi conoscere i lavori manuali creati per la casa, per un regalo, per un evento,all'insegna del riciclo. In casa mi prendono in giro perchè smonto ogni oggetto fino al più piccolo pezzo! Uno dei miei motti:"può sempre servire!" Casa nostra fa concorrenza con i grandi magazzini di ferramenta!!!!Sono "idee di Beta" perchè le realizzo partendo da quello che ho in casa-magazzino ;) guardando un articolo in una vetrina, grazie alle idee di alcune riviste specializzate o ad un tutorial di un blog su una particolare lavorazione. -aprirvi il mio libro delle ricette collaudate, provate e riprovate anche perchè ogni giorno ti consigliano un nuovo ingrediente, ...si vede in televisione una nuova presentazione,...! -consigliarvi per un giro in Friuli (e non solo) attraverso l'arte, la cultura, la storia, la natura,... avendo un occhio di riguardo per i bambini, il mio grande amore! Sono mamma di due ragazzi maggiorenni (sigh!passa il tempo!), "camminano" da soli ed è anche per questo che ho voluto questo blog. Trasmettere fiducia nel saper creare qualche cosa con le proprie mani e con materiale povero,... curiosità, meraviglia nel conoscere, sapere di un luogo, di un evento... Adesso basta parlare, anzi scrivere di me! avanti con gli articoli! #BuonTutto a tutti da Beta! ah! dimenticavo.... Mandi Mandi !!! P.S."Mandi" è il saluto friulano. Vuol dire "ti lascio nelle mani di Dio" e/o "ti auguro tutto il bene per la tua vita" . NOTA BENE Il mio Blog STORIE DI BETA (ed i relativi articoli)NON è un prodotto editoriale, in quanto il blog non è concepito come una testata giornalistica. Il blog (come già dichiarato) rispecchia SOLO le mie passioni ed il mio PERSONALE pensiero, in materia di Lavori Manuali, Cucina, Libri, Bicicletta,Viaggi, Curiosità, Storia, Arte del FVG e non solo (v.i miei "Libri" :) ). Non e' una testata giornalistica, quindi NON sono tenuta agli obblighi dell’art. 5 – legge 47/1948, ovvero la registrazione obbligatoria presso il tribunale. Le fotografie sono state realizzate da Elisabetta Adami, titolare del blog e pertanto sono soggette a copyright. Nessuno è autorizzato a riprodurre parzialmente o totalmente i contenuti del blog. Chi lo fa viola le norme sul copyright e pertanto sarà passibile di richiesta danni.  L’autore Elisabetta Adami e il blog STORIE DI BETA NON SONO RESPONSABILI del contenuto dei link citati. E' un mio libero consiglio di lettura e/o comprensione. I miei "lettori del web" sono i SOLI responsabili dei propri commenti/contenuti pubblicati. Data la mia natura educata e rispettosa, mi riservo di non pubblicarli qualora siano irrispettosi.
    elisabettafvg il scrive:

    Tempo coperto, vento, mi mancava il tuo profumo/suono del mare. Buona domenica

  9. Angelo – Ho viaggiato tanto e ogni viaggio mi ha arricchito di nuove domande, viaggiare apre la mente, ma non basta, bisogna poi avere la sensibilità d'esser toccati da ciò che si vede, saper osservare. Non ho mai pensato di poter trovare le risposte in un luogo e non ho la presunzione d’averle trovate. Talvolta le risposte sono così semplici ed evidenti che si stenta a riconoscerle, comunque non credo che siano lontane, forse sono sempre accanto a noi e dentro di noi. Angelo www.poesamor.com
    Angelo il scrive:

    Una narrazione sorprendente, altalenante come le onde del mare che prende spunto dai grandi classici, ma senza essere mai banale o scontata, tutt’altro, rivisitando delle storie solo apparentemente già ascoltate in una chiave moderna dal fresco profumo di novità.

      • Angelo – Ho viaggiato tanto e ogni viaggio mi ha arricchito di nuove domande, viaggiare apre la mente, ma non basta, bisogna poi avere la sensibilità d'esser toccati da ciò che si vede, saper osservare. Non ho mai pensato di poter trovare le risposte in un luogo e non ho la presunzione d’averle trovate. Talvolta le risposte sono così semplici ed evidenti che si stenta a riconoscerle, comunque non credo che siano lontane, forse sono sempre accanto a noi e dentro di noi. Angelo www.poesamor.com
        Angelo il scrive:

        Grazie a te, curioso abitante di Poggiobrusco 🙂

  10. annaecamilla – Anna: Sono appasionata di libri, film, dolci fatti in casa, condito il tutto da tanta corsa mattutina! Ed ora anche di fotografia. Camilla: ??????
    annaecamilla il scrive:

    Bravo sei da applauso!!! Mi è piaciuto tantissimo!

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