Paco

concertinaSempre più spesso Hiro Mitzuri si sorprendeva a guardare fuori della grande finestra del suo ufficio all’ultimo piano del palazzotto che portava il suo nome. Un panorama superbo come solo i dirigenti potevano avere. Le mani in tasca, però, strette a pugno, la cravatta slacciata e una smorfia triste che da un po’ di tempo aveva preso possesso del suo viso. Lo sguardo accarezzava le colline lilla a velare più lontano un bottone blu di mare per poi accompagnare il corso del fiume che prendeva i colori più diversi a seconda della stagione e del taglio di luce. Più sotto, l’andirivieni costante dei turisti dal passo incuriosito e lo sguardo svagato come se ogni cosa dovesse essere per forza bella e indimenticabile. La balaustra bianca del ponte luccicava arrogante tanto che le persone, che si fermavano per una foto ricordo, stringevano le palpebre per il riverbero. Più in là, nella parte dove l’arcata discendente si aggrappava alla riva, già nel quartiere ebraico, il solito barbone suonava con impegno una concertina scura le cui note si infrangevano sul vetro spesso. Tutti i giorni quell’artista di strada era lì, con il suo vestito frusto che lo copriva d’estate e d’inverno; una piccola cagnetta pezzata ai piedi, perennemente addormentata, a fargli da contorno.
Forse, pensò, se insisteva così tanto a lasciar libero lo sguardo fuori dalle angustie di quell’ufficio voleva poter dire che aveva bisogno di cambiare aria, di andar via per qualche tempo o addirittura di cambiar vita. Ma non lo fece. Le giornate continuarono nel tempo a snocciolarsi sempre uguali come gocce di pioggia da una grondaia bucata. Si accontentava di guardare dal finestrone, quasi fosse un prigioniero; osservava tutti quei turisti così simili tra loro da sembrare la stessa persona o quelle stesse onde del fiume che scorrevano appena qualche metro sotto, con il medesimo movimento pigro e l’andatura meccanica.
Eppure quel giorno mancava qualcosa al paesaggio.
‘Ma certo!’. Si disse, mancava il ‘suo’ barbone. Verso mezzogiorno, quando dopo una estenuante riunione con i capi distrettuali ritornò al finestrone, lui non c’era ancora. Senza pensarci su, scese celermente. Ripercorse il ponte e, arrivato alla rientranza dove il clochard stava di solito, lo cercò. Si avvicinò al negozio di fronte e chiese se avevano visto quell’uomo. Il titolare lo squadrò con sussiego dicendogli che lì non c’era mai stato nessun senzatetto. La sua era una gioielleria rispettabile e di classe e non l’avrebbe mai permesso. Sulle prime, Hiro si indispettì, ma poi decise di chiedere anche al concierge dell’albergo vicino. Anche lui giurò tuttavia di non aver mai visto, lì davanti, un tipo simile. L’avrebbe notato, del resto, precisò, perché per lavoro sostava spesso sull’uscio per accogliere i clienti o chiamare i taxi. Hiro era sconcertato, perché mentivano? Ritornò alla postazione del clochard e vide che, in una voluta di marmo del ponte c’era il suo berretto di lana. Lo prese e lo esaminò. Sì, lo riconobbe. In quel mentre una signora si fermò e gli chiese, indicando proprio il berretto:
«Dov’è Paco?»
«Lo cercavo anch’io» fece Hiro rinfrancato che qualcun altro avesse notato il musicista.
«Tenga» disse la donna dandogli senza indugi dei soldi. «Quando passo di qui gli do sempre qualcosa per comprarsi un panino. Appena lo vede glieli dia, mi raccomando.» Hiro prese il denaro e ringraziò. Di li a poco, la scena si ripeté con un signore di mezz’età, con due donne in vena di chiacchiere e via via con un numero insospettabile di altre persone. La gente aveva evidentemente adottato quel senzatetto e gli voleva bene. Hiro avrebbe voluto a quel punto andarsene ma, pensò, se non li avesse presi lui quei soldi per Paco sarebbero andati perduti. L’uomo si levò allora la giacca per il caldo e si mise in maniche di camicia. E, prima ancora di rendersene conto, aveva il berretto aperto davanti a sé come per chiedere la questua. No, non gli importava nulla di quello che avrebbe pensato la gente, si sentiva felice e utile, dopotutto. Persino la smorfia triste sul viso se ne doveva essere andata via.
Ancora sorrideva quando alzò per un attimo gli occhi verso il finestrone del suo ufficio. Paco era lì, in camicia e cravatta e i capelli tagliati: lo stava guardando.

32 pensieri su “Paco

  1. alessandria today – Ex Dirigente, consulente e ora blogger Background, di Pier Carlo Lava Le mie esperienze lavorative nel settore Commerciale & marketing, un mondo che affascina, motiva e stimola, che ha contribuito a farmi crescere sotto il profilo professionale e umano. Un mondo dove non esiste la routine in quanto si rinnova ogni giorno, quasi ogni momento, un mondo in cui organizzazione, metodo, psicologia, dialettica, ma anche creatività e improvvisazione, sono gli elementi essenziali che contraddistinguono gli abili commerciali così come i valenti creativi nel Marketing. Molti di noi potendo ricominciare da capo intraprenderebbero altre attività, altri percorsi, personalmente invece non cambierei quasi nulla farei la stessa scelta, ben sapendo che per motivazioni intrinseche non sarebbe mai uguale, forse l’unica cosa che cambierei sarebbe quella di dare maggiore spazio alla famiglia, perchè confesso di averla un po trascurata.
    alessandria today il scrive:

    L’ha ribloggato su Alessandria today.

  2. Quando la seconda persona gli dà i soldi mi ero immaginata una conclusione appena un pelino diversa (ma sarà stata davvero diversa?), ossia che Paco si era accorto di lui alla finestra, si era accorto che lo guardava, aveva intuito l’espressione triste, ed era sparito apposta per indurlo a scendere, lasciando lì il berretto per fargli prendere il suo posto e regalargli il contatto con l’umanità.

  3. Federica Bianchi – Scrivo, amo i dolci e vorrei una Birkin. 30 anni, mamma e sognatrice compulsiva. Little è la mia taglia, pepper la mia anima e un tocco di rosa non sta mai male. Trova il tuo pensiero felice e spicca il volo, il mio motto. Non sono confusa, ma ben miscelata. Perché la vita è un casino ma è meravigliosa!
    Federica Bianchi il scrive:

    Ciao!
    ti ho nominato per il Versatile blogger award!
    vai a vedere
    baci
    http://thelittlepinkpepper.wordpress.com/2013/09/12/the-versatile-blogger-award/

  4. Ho immaginato per un momento di immedesimarmi in un grosso direttore di un altrettanto grosso stabilimento, coinvolgente veramente.

  5. auroraborealeorientale.wordpress.com – I like writing about Chinese history, language, culture, state theory, Legal chinese system, geopolitics and so on .... I love also writing about Life and dreams I am a sinologist, a scholar of comparative law and geopolitics, I work in a research institution and I collaborate with the chair of public law at the University of Rome "Sapienza" and I have published in the Constitutional Observatory, in the research network PoSoC19 and in Mondo Cinese. I am responsible for the Asia desk of the Geopolitical Café, I write in "International Affairs" of the IAI, in Mentinfuga… I gave voice to the rights violated during the Conference held on 30/5/2019 at the University Centre of Padua, under the patronage of the Human Rights Centre of the University of Padua, the UNESCO Chair "Human Rights, Democracy and Peace" and the Municipality of Padua, in the framework of EventOne4, part of the Festival for Sustainable Development; I spoke about law and geopolitics during several broadcasts by Radio Cusano Campus, the Radiophonic Issuer of the University Niccolò Cusano … I dream different dreams in this blog
    elisabettaespositomartino il scrive:

    che carino!

  6. auroraborealeorientale.wordpress.com – I like writing about Chinese history, language, culture, state theory, Legal chinese system, geopolitics and so on .... I love also writing about Life and dreams I am a sinologist, a scholar of comparative law and geopolitics, I work in a research institution and I collaborate with the chair of public law at the University of Rome "Sapienza" and I have published in the Constitutional Observatory, in the research network PoSoC19 and in Mondo Cinese. I am responsible for the Asia desk of the Geopolitical Café, I write in "International Affairs" of the IAI, in Mentinfuga… I gave voice to the rights violated during the Conference held on 30/5/2019 at the University Centre of Padua, under the patronage of the Human Rights Centre of the University of Padua, the UNESCO Chair "Human Rights, Democracy and Peace" and the Municipality of Padua, in the framework of EventOne4, part of the Festival for Sustainable Development; I spoke about law and geopolitics during several broadcasts by Radio Cusano Campus, the Radiophonic Issuer of the University Niccolò Cusano … I dream different dreams in this blog
    elisabettaespositomartino il scrive:

    che carino!!
    auroraborealeorientale.wordpress.com

  7. Nicola Losito – Milano - Italy – Ho completato il mio ciclo di lavoro attivo e ora vorrei adoperare il tempo che mi rimane per fare qualcosa che piace a me, senza che nessuno mi soffi sul collo. Chiedo Troppo? Diventare un blogger è l'ultima delle mie trovate divertenti.
    Nicola Losito il scrive:

    Bella l’idea del cambio di prospettiva!
    Nicola

  8. Stefano Re – Nato il 21 aprile 1972 a Milano. Risiedo ad Abbiategrasso, anche se la maggior parte della mia vita l'ho passata a Vigano Certosino, frazione di Gaggiano (provincia di Milano). Sono responsabile del personale presso una società metalmeccanica. Scrivo poesia e prediligo la forma breve del racconto. Sono nell'antologia di Lietocolle: Il corpo segreto Sono presente nell'antologia edita Lietocolle: Viaggiare con bisaccia & penna. Ho pubblicato con Lietocolle la silloge poetica: "Per una Siloe privata"; il libro è stato presentato anche da Fahrenheit su Radio Rai. Un mio testo-percorso sulla letteratura "Dalle origini alla sublimazione" oltre che presentato in alcune scuole, è stato rappresentato presso l'Abbazia di Morimondo e in replica presso quella di Chiaravalle.
    Stefano Re il scrive:

    Scritto bene, molto bello. Ah le prospettive…
    Stefano

  9. Bè, affinchè si noti qualcosa in un altro bisogna che quel qualcosa richiami una parte di te stesso che hai o vorresti avere…probabilmente l’artista di strada aveva, insieme alla povertà, la libertà che Hiro avrebbe voluto avere…tant’è che Hiro lo vede o gli sembra di vederlo affacciarsi dalla finestra…a conferma del fatto che vede in quell’uomo quello che lui è!!!!

  10. Alessandra Bianchi – Mi chiamo Alessandra Bianchi. Amo ballare, nuotare, il sole, il mare e il vento. Ho scritto un romanzo,"Lesbo è un'isola del Mar Egeo" (Borelli Editore, collana Pizzo Nero), che era reperibile nelle migliori librerie (Mondadori, Feltrinelli, etc.) e su vari portali (IBS, ad esempio); ma che adesso è esaurito. Il libro costava 12 euro. Il mio secondo libro si intitola "Sognate con me" ed è una raccolta di racconti, tratti dal mio blog. Costa 10 euro.
    Alessandra Bianchi il scrive:

    Un racconto – bello- che induce a molte riflessioni.

  11. Paco era Paco e Hiro era Hiro? Oppure era la stessa persona che si scambiava il ruolo? Come al solito è un racconto che fa pensare. Il gioielliere e il portiere non avevano mai notato Paco, anzi l’avevano cancellato dalla loro vista, mentre le persone più gentili d’animo avevano adottato quel barbone e non gli facevano mancare gli spiccioli per un panino.
    Il superbo e il tronfio di sé non vede altro che se stesso, l’umile e il gentile d’animo le vedevano. Hiro si era trasfuso perfino in Paco.

    O.T. per ottobre su Caffè Letterario sie disponibile per la solita terza domenica ovvero il 20?

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