Precedenti impegni

letto sfattoIl riff degli Aerosmith penetrò l’aria come un proiettile. La donna si irrigidì.
«Potresti anche spegnerlo quel cellulare quando siamo insieme» disse Marcello infastidito. Poi, visto che lei si era bloccata, stringendo le cosce, sgusciò di lato. «Va bene rispondi.»
«Potrebbe essere il lavoro» fece scusandosi. Dopo una veloce occhiata al display sussurrò rassicurante: «no no, è solo uno scocciatore». Nel frattempo l’uomo si era disteso supino dalla sua parte del letto, massaggiandosi gli occhi.
«Che c’è?» chiese con un filo di voce, ancora addolcita dai gesti d’amore. «Di solito quando squilla il telefonino ci ridi su. Sei preoccupato?» Lui non rispondeva, si massaggiava ora le tempie con gli occhi chiusi.
«Tua moglie ha saputo di noi?» domandò sbarrando gli occhi in quel suo modo tipico un po’ sopra le righe.
«Ma no, che dici. Nessuno sa di noi due.»
«E allora, cos’hai? Mi sa che oggi non combiniamo niente» fece lei delusa mettendosi a sua volta sotto le lenzuola per nascondere il seno prorompente. I lunghi capelli neri le coprivano parte del viso ancora giovane e le labbra corrucciate avevano assunto una di quelle espressioni che si cancellano solo a suon di baci.
«È che oggi sarei dovuto andare dal notaio. Avevo promesso a mia moglie che avrei ‘donato’ a mia figlia la casa di campagna. Avrei dovuto farlo oggi, prima che la nuova legge si mangi tutto in tasse.»
«E allora perché non ci sei andato?»
«Perché non me ne importa niente, volevo stare con te.»
«Si vede come stai con me!» sbottò incrociando le braccia. Il cellulare squillò un’altra volta. Lei si chinò sul cellulare e, ributtandosi pesantemente sul cuscino, scrollò la testa: «così, invece, hai deciso di scontentare tre donne in un colpo solo: ma bravo il mio paparino…» L’uomo si girò dall’altra parte, serrando le mascelle. Forse se avesse dormito anche solo un poco, pensò, la vita gli avrebbe concesso una tregua. «Non darmi le spalle, quando ti parlo, non lo sopporto. Io sottraggo tempo prezioso al mio studio per stare con te e tu fai queste scenate ridicole. Sono stufa, hai capito? S-T-U-F-A» e cominciò a cercare il reggiseno e il perizoma che, dello stesso colore della moquette di quella stanza di albergo, non riusciva a vedere. Il cellulare squillò nuovamente, ma la donna non riconobbe il numero.
«Pronto!» disse sgarbata continuando a cercare il reggiseno.
«Sì, buongiorno, sono la moglie di Marcello. Mi scusi se la importuno in questo momento, ma il cellulare di mio marito è sempre spento ed è molto importante. Gli dica per cortesia che lo stiamo aspettando da mezz’ora: che porti velocemente le sue chiappe qui. Lo faccia almeno per sua figlia.»

7 pensieri su “Precedenti impegni

Lasciami un tuo pensiero Annulla risposta