A me sta bene così

La donna teneva in mano la zampa del suo gatto mentre il veterinario armeggiava per infilare l’ago in una improbabile vena che non trovava. L’animale era sul lettino, steso su un fianco, ansimante e mansueto come non lo era mai stato. «Cos’ha dottore, me lo vuol dire?» Il veterinario guardò appena la signora e poi ritornò a prestare attenzione a quello che stava facendo. Non c’era pressione sanguigna in quell’arto. Pensò. Il prelievo di sangue sarebbe stato un problema; con tutto quello che aveva da fare quella mattina. «È la vecchiaia, signora» disse ad un tratto lui ripensando alla domanda della cliente. «Il suo gatto ha una certa età e con quella si ragiona molto male». La donna s’incupì, non sopportava neppure l’idea di potersi separare dalla sua bestiola; non era pronta, non lo sarebbe mai stata. Quando mezz’ora dopo usciva dall’ambulatorio era così sprofondata nei suoi pensieri da non capire le parole che un uomo, seduto in sala d’attesa, le aveva rivolto. Si girò verso la fonte presumibile del suono e vide un signore di mezz’età, con un viso così anonimo e vestito in modo talmente ordinario che, se avesse chiuso gli occhi in quell’istante, lo avrebbe subito cancellato dalla mente. «Mi scusi» gli fece scuotendo la testa in quel suo modo particolare «non ho capito cosa mi ha detto». «Ho solo detto: ‘è dura da accettare, vero’?» La donna notò che quel viso le ricordava mille altre persone già viste durante la sua esistenza e subito dimenticate; un volto fatto di tanti altri volti, come a voler riassumere in un solo viso le fattezze più comuni della gente. «Oh sì, se lo è» fece abbassando gli occhi. «Darebbe anche solo parte della sua vita per allungare di un anno quella del suo amato micio?» chiese l’uomo sottovoce. La donna si irrigidì. Posò per terra il trasportino da cui fuoriuscì un assopito miagolio e si sedette. «Perché, si può fare?» domandò con gli occhi che le brillavano e il cuore che galoppava.
E il gatto da quel giorno si riprese. Sembrava ringiovanito; aveva preso a mangiare di gusto, saltando sul letto, facendo le corse per casa e riprendendo persino a fare le scale. La signora era davvero felice. L’anno però passò in fretta e al suo scadere il gatto ritornò fiacco, lento e affaticato. La donna non aveva dubbi. Lo mise nel trasportino e ritornò dal veterinario. «È qui per una visita?» le chiese l’infermiera vedendola. «Sì, ma aspetto prima una persona, se non le spiace». Passò un quarto d’ora e l’uomo dalla faccia anonima non tardò ad arrivare e subito si sedette accanto a lei. «Andiamo avanti?» si limitò a chiedere. Lei annuì.
La stessa scena, negli anni successivi, si ripeté diverse volte, sempre con gli stessi risultati. Poi la donna, un mattino aspettò il suo uomo invano, per diverse ore. La sala di attesa era gremita di gente e lei scrutò attentamente il volto di ciascuno degli uomini presenti, casomai fosse uno di loro, visto che proprio non riusciva a ricordare che faccia potesse avere.
«È molto malato?» le chiese la ragazza seduta accanto a lei. «No, è solo anziano» rispose lei scuotendo la testa in quel modo strano come fosse un no mentre era un sì. «Ho letto da qualche parte che ogni anno di vita di un gatto equivale a sette dei nostri». Quella frase le fu rivelatrice. Non ci aveva pensato! Era questo il motivo per il quale il suo uomo non era venuto: lei non aveva più merce di scambio. A sette anni per volta la sua vita si era del tutto consumata.
Si abbassò allora verso il trasportino mettendo un dito attraverso la grata della porticina: il gatto allungò il collo nella sua direzione per prendersi la grattatina sul naso. La donna sorrise e mormorò:«ma a me sta bene così».

14 pensieri su “A me sta bene così

  1. che sorpresa vedere un gatto UGUALE al mio Mammolo appena aperto il tuo sito! Bella storia, come sempre.é la prima volta che ti scrivo ma sappi che da anni seguo il tuo blog e ho tutto il tuo manuale di blog-writing prima che fosse pubblicato su carta.sto postando da poco, diciamo che come pratica sono alle prime armi, ma la scrittura mi appassiona da sempre, e ovviamente anche la lettura!se ti va vedi il mio blog, è ancora "povero" ma visto che sono bloccata a casa per un pò di tempo, conto di recuperare il tempo perso. (ti ho messo tra i miei link, posso averti tra gli amici?)ciaocarlApe

  2. :))quando si dice che per amore si fa tutto…P.S. un raccontino su una caduta imminente? Un terremoto proprio con epicentro al parlamento? Un meteorite 'alla Cattelan'?Quando il duomo è arrivato sul labbro del povero Presidente ho pensato che la mia immaginazione non sarebbe mai arrivata ad un colpo di scena simile.buona serata

  3. Mi ha preso veramente questa storia.. Cosa non si farebbe per avere di fianco a sé il migliore amico? Complimenti, davvero..Grazie della visita e naturalmente rinnovo l'invito a ripassare da me quando vuoi.Buona serata.

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