Il Cinema Aurora

 

Il telefono squillava così forte che sembrava saltare su se stesso, come nei cartoni animati.
«Pronto?»
«Sì?»
«Cinema Aurora? Senta, sono in treno, mi può dire che film c’è in proiezione?»
«Guarda hai sbagliato numero!»
«Come dice? Non capisco, c’è molto rumore.»
«Questo NON è il cinema Aurora!»
«Sì, sì certo che lo voglio sapere ora, quando vorrebbe dirmelo? Ma senti questo…»
«Ho detto: HAI SBAGLIATO NUMERO!»
«‘Hai sbagliato numero’? Che razza di film è? Ah… non sarà per caso il seguito di quell’altro film: ‘Hai sbagliato porta, ora morirai…’ insomma la solita scemenza horror? E nelle altre sale?»
«Non ci sono altre sale. »
«E poi dicono che gli Eurostar sono silenziosi, non si capisce niente. Non può parlare un po’ più forte?»
«Questa è la casa di un privato, non un cinema, come te lo devo dire?»
«Eh? Cosa? ‘Come te lo devo dire?’ Questo sicuramente è un film melenso tratto da qualche libro di Moccia. E poi?»
«Te l’ho trovato, ecco, devi fare lo 06 66388903… è il numero del Cinema Aurora…»
«Sto entrando in galleria, non riattacchi per favore…»
«…»
«È ancora in linea? Sa, è una tratta fatta così, non si capisce perché non debbano mettere i ripetitori anche nelle gallerie. Siamo andati sulla luna e se c’è una galleria non si riesce a telefonare. Dunque, eravamo rimasti?»
«Che nella sala Mercurio diamo ‘Mi accendo solo per te’ è un film porno, veramente hot, l’ultimo spettacolo è alle 22.30.»
«Magnifico! Grazie, è stato molto gentile».
«Non c’è di che».


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