Solo per far prima

Era stato uno shock assistere all’omicidio di quella povera donna. Tutto quel sangue e le urla. L’uomo girava per la casa ancora sconvolto, le mani gli tremavano e l’irrequietudine non lo faceva star fermo un attimo. Cosa avrebbe dovuto fare? Andare alla Polizia? Raccontare ogni cosa? E poi? Non era sicuro di aver visto bene l’aggressore in faccia. Forse sì o forse proprio no. Era stata una manciata di secondi, di pochi maledetti secondi. Inoltre laggiù gli avrebbero fatto un sacco di domande e a lui non piacevano le domande. In verità non gli piaceva neppure la Polizia. Ti guardavano fisso dentro e non si sapeva mai quello ci avrebbero potuto trovare. Era stato orribile. Sì, sì, orribile. L’aveva spaventato vedere l’assassino colpirla senza pietà. Più lei implorava più lui l’accoltellava sopraffatto dall’eccitazione. Quando tutto fu terminato e la donna era agonizzante, lui si era voltato in giro per chiedere aiuto, ma non c’era nessuno in strada. Per un tempo infinito non era riuscito nemmeno a muoversi E dire che era passato di lì per caso, solo per far prima. Ora quella scena l’avrebbe tormentato per mille altre volte, senza potersene liberare. Quel che continuava a domandarsi era se avesse potuto fare qualcosa per salvarla. Forse… se avesse chiesto aiuto… ma a chi? Riprese a camminare convulsamente per la casa. Voleva tirar fuori le mani dalle tasche per vedere se tremavano ancora, ma non ci riuscì. Dal corridoio andò in sala, si sedette sulla poltrona, ma subito si rialzò e dallo studio andò in cucina. Ogni tanto usciva sul terrazzo per respirare aria pulita noncurante del freddo pungente. Se fosse andato alla Polizia si sarebbe sentito meglio? Avrebbe potuto aiutarli per un identikit… sono sempre utili. Non era mai stato bravo però a descrivere le persone. Si sarebbe potuto anche confondere e magari far arrestare un innocente. Ma potevano anche mostragli quegli album fotografici, come si vede in televisione, e tutto sarebbe stato più facile. Andò in bagno. Si lavò la faccia con l’acqua gelata. Di solito si svegliava, in quel modo. Ma com’era l’assassino? Bruno, biondo? Era alto? E gli occhi? Sì, gli occhi avevano un taglio strano… Si asciugò la faccia e si vide nello specchio:
«Eccolo è lui! È proprio lui! Lo riconoscerei tra mille!»

6 pensieri su “Solo per far prima

  1. un bel finale non c’e’ che dire !mi piaci sempre di più ma che non lo scrivi un bel libro?o l’hai già scritto?
    tess54

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