L’Uomo Della Sua Vita

Alle 16.02 di quel mercoledì, Giulia stava stirando a casa sua. In quello stesso istante Renzo, l’Uomo Della Sua Vita, stava uscendo dall’ufficio. Aveva in tasca il nominativo di una signora che aveva telefonato in ditta perché interessata alla presentazione di una nuova linea di cosmetici. Si sarebbero incontrati alle 16.32, per caso. Sì, perché in verità l’incaricata sarebbe dovuta essere un’altra persona, una donna, Antonietta Roldi, che all’ultimo momento aveva passato il cliente a Renzo che, leggendo male l’appunto, si stava recando, oltretutto, dalla persona sbagliata, ma ‘giusta’ secondo quanto stabilito dal Destino. E così l’uomo salì in macchina e partì; all’ingresso della trafficatissima via Rodomonti l’agente della Polizia Stradale Remo Storti, che lo aveva visto arrivare senza cintura, era in procinto di fermarlo e multarlo. ‘Andiamo prima a prendere un caffè’ gli disse il capopattuglia con un tono che non ammetteva repliche; Remo ebbe una incertezza e Renzo passò dritto. Alla 16.18, a casa di Giulia bussarono alla porta. Era la dirimpettaia. Fecero due chiacchiere. ‘Ah, quasi mi dimenticavo…’ disse ad un certo punto l’amica ‘il citofono è di nuovo guasto’. Giulia sorrise: ‘tanto non aspetto nessuno’. Erano già le 16.23, la gatta Sophie le si infilò tra le caviglie scendendo veloce le scale. In quell’istante entrò nell’androne il cav. Ottavio Arquati di ritorno dalla sua passeggiata da pensionato. La gatta, trovato anche il portone aperto, uscì sul marciapiede. Si erano fatte le 16.28 e Renzo, arrivato in quel momento nella via, trovò come prestabilito il parcheggio alcuni metri prima del portone di Giulia. Se avesse alzato lo sguardo l’avrebbe vista: aveva appena afferrata la gatta e se ne stava lì ferma, bellissima, a guardarsi attorno: stava considerando quanto fosse luminosa quella giornata di sole. I due distavano oramai non più di qualche metro. Alle 16.30 l’Uomo Della Sua Vita prese il campionario dal sedile posteriore chiudendo la portiera della macchina. A 430 chilometri di distanza, nel frattempo, un ragazzo, tale Filippo Taddei, componeva il numero di telefono della propria madre. Facendo il numero sbucciò all’ultimo istante il pulsante del 5 finendo per prendere il 9. Suonò il telefono in casa di Giulia. Lei si voltò verso le scale di casa accarezzando Sophie. Tentennò un poco come volesse rimanere lì; poi decise di rientrare chiudendo il portone dietro di sé proprio mentre Renzo le si stava avvicinando. Salì le scale. Lui suonò al citofono di Giulia. Suonò più volte. Non poteva sapere che non funzionava. Giulia stava per prendere la cornetta quando il telefono smise di squillare; Renzo già stava parlando al cellulare con la sua collega dicendole che lì non c’era nessuno. Chiarirono lo scambio di persona. Giulia riprese a stirare mentre Renzo tornava alla macchina. Prima di salire l’Uomo Della Sua Vita guardò per qualche istante verso l’appartamento di Giulia. Lei si fermò a sospirare. Non si sarebbero mai più incontrati.

12 pensieri su “L’Uomo Della Sua Vita

  1. Lo so, parlo per esperienza, quelli che sbagliano numero, oltre ad essere degli emeriti rompic……a volte combinano dei guai di entità continentale!!!! Un sorriso, questo post mi piace un sacco!!!! Ho tifato per entrambi, anche se sapevo che qualcosa sarebbe successo!!!! Claudia

  2. Secondo me, nel frattempo, era arrivato il tecnico che aveva riparato il citofono e, alla fine, si incontrarono. Il macellaio chiuse la bottega prima che Giulia avesse il tempo di accalappiarlo, e Renzo odiava guardare la televisione…
    Per favore… 🙂

  3. guardiamola da un’altra prospettiva…dopo vent’anni lei lo avrebbe tradito col macellaio e lui sarebbe finito per sprofondare ogni sera davanti alla tv aspettando la cena…meglio che non si siano incontrati, alla fine. 🙂

  4. …quante volte mi sono fermato a pensare a simili eventualità! E questo, noi non lo sapremo mai.
    Mi giro tra le pieghe dello spazio-tempo, inquieto, chiedendomi se ho preso una piega sbagliata. …e intanto, Giulia stira…
    Fantastico, Briciola, come sempre.

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