Questa notte è la notte

 

La luce della luna allagava la campagna con il suo chiarore diafano. La brezza dalle colline gli portava il profumo della finocchiella selvatica e di quelle altre bacche rosa di cui non ricordava mai il nome. Era stata buttata una coperta soporosa sui tetti addormentati e come una tela invisibile di ragno era stata tirata una trama sottile di ombre e di luci tra i comignoli di mattoni rossi e le antenne inscheletrite perché fosse unita casa a casa, vicolo a vicolo, sospiro a sospiro.
Lui, ritto nel buio, ebbe l’impressione che i pensieri e i sogni dei suoi compaesani fossero rimasti sospesi a mezz’aria in quel paesaggio immobile, impigliati tra i rami delle querce da poco ingentiliti di tenero verde. Con le mani larghe appoggiate alla balaustra di pietra porosa, guardava incuriosito per ogni dove come se quel panorama non fosse il solito e quella non fosse la terrazza della sua villa. Godeva di quelle sensazioni potenti che lo facevano sentire come da mesi non si sentiva più: giovane, invincibile, incontrollabile. L’eccitazione era grande, lo stordiva, gli faceva quasi sbarrare gli occhi per la sorpresa di trovarsi ancora a quell’appuntamento ineluttabile; sentiva scorrere il suo stesso sangue come fresca acqua sorgiva riversata improvvisamente sul greto secco del torrente a bagnare le fronde dei salici piangenti. Respirò più volte a pieni polmoni, fino a farsi girar la testa. Socchiuse gli occhi soddisfatto. E ora ne era certo: sapeva che quella notte avrebbe ucciso ancora.

20 pensieri su “Questa notte è la notte

  1. molto nero/giallo… nooo mica l’ape maya, lo stile!
    grazie per la precisazione nel mio post, conosco perfettamente l’irrefrenabile voglia di correzione 😀 la sindrome da maestrina…
    ma questa volta era voluto l’errore, era per rendere di più, per far si che ci fosse anche qualcosa di moderno, come la mia casa nuova… ma quando faccio ste cose “sottili” le capisco solo io hahahahahaha
    bacio buona giornata

  2. Posso raccontare anche questa, ai miei piccoli. Magari sul finale m’invento una scusa… :)Ciao, Briciola. Il tuo è davvero un pianeta a parte. Ci si sta assai bene.

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