La nuova consolle

Marta e Paolo, seduti nel salotto di casa, stavano vedendo un film alla televisione quando sentirono la casa scuotersi. Non era il terremoto, ma un suono grave, profondo, lontano che faceva vibrare quei muri come un diapason. I due si guardarono inquieti. In quel mentre, il loro figlio Fabio, con entrambe le mani sul viso entrò nella stanza singhiozzando:
«Io non volevo, io non volevo…»
La madre gli fu subito vicino, cercando di prenderlo per un braccio, temendo si fosse fatto male. Ma il ragazzino ripeteva:
«Io non volevo, non volevo… è stato quell’uomo, è tutta colpa è sua.»
«Quale uomo? Cos’è successo Fabio? Ti sei fatto male?» gli chiese alterato il padre scuotendolo per le spalle.
«È stato quell’uomo, io non c’entro niente, ve l’assicuro.»
«Quale uomo? Cosa stai dicendo?» lo incalzò la madre che, levate finalmente le mani dal viso del figlio, poté vederlo paonazzo di rabbia e paura. Il padre invece era già entrato nella cameretta del figlio, spalancando con tanta forza la porta che sbatté più volte contro il muro. Nel frattempo le vibrazioni del pavimento si erano fatte sempre più forti ed ora si sentivano in cielo rumori assordanti che si sarebbero detti appartenere ad uno stormo di aerei a bassa quota.
«Ma qui non c’è nessuno!» obiettò il padre facendo un giro quasi completo su sé stesso.
«Prima c’era… è un uomo che mi ha promesso la nuova consolle di videogame. Me l’aveva promessa se avessi mantenuto il segreto e se avessi premuto il pulsante.»
«Il pulsante? Ma cosa stai dicendo Fabio? Quale pulsante?» gli chiese la madre con un’espressione terrorizzata.
«Quello là». Il ragazzo indicò con esitazione, tra il computer e la lampada da tavolo, un grosso pulsante rosso che spuntava dal muro. «Quel tipo aveva con sé la nuova consolle… » ripeté il bambino senza riprendere fiato «era bellissima, sai quella che desideravo tanto, sarebbe stata mia. Bastava solo che premessi quel pulsante. Gli ho chiesto a che serviva e perché mai non lo facesse da sé. Lui mi ha risposto, che non era importante e che sarebbe stato solo un gioco. Io gli ho creduto, desideravo tanto la nuova Play, voi lo sapete.»
Intanto il fragore attorno a loro si era fatto assordante, tanto che padre, madre e figlio dovettero tapparsi le orecchie per poter resistere, mentre un bagliore accecante filtrò inarrestabile attraverso la tapparella della finestra; mezzo secondo dopo, un’onda d’urto devastante, di calore e sterminio, si staccò ad anello da un’esplosione a fungo abbattendosi sulla faccia della terra.

5 pensieri su “La nuova consolle

  1. Poi il bimbo si svegliò, nel telivisore rimasto acceso c’era un tg nel quale apparve Bush e lui pensò: almeno io nel sogno:
    1. Ero un bambino
    2. Ci guadagnavo una PS4
    3. Mi pentivo.

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