Un racconto è un racconto

«Non sono male i tuoi racconti.»
Bastiano mi aveva raggiunto all’aperto dove mi ero messo a giocare con il cane. Stavo aspettando che finisse con un cliente entrato nel suo laboratorio di panettiere.
«E tu che ne sai?»
«Sono stato da Browser, ieri, e mi ha fatto vedere il tuo luogo.»
«Il mio sito.»
«Sì, volevo dire quello.»
Lui si era nel frattempo appoggiato alla porta di legno del gabbiotto degli attrezzi e si era acceso una delle sue sigarette ammazzasquali. Il cane mi era sgusciato dalle mani e si era acciambellato sui suoi piedi.
«Peccato solo che non siano veri» mi buttò lì in una smorfia misurata di disappunto.
«Beh, innanzitutto non è esatto che siano del tutto inventati» precisai. «Ci sono infatti molti spunti di vita vissuta nei miei post e non potrebbe essere diversamente. E, poi, secondo te, quale sarebbe la differenza tra un racconto vero e uno inventato?»
Lui mi guardò come se non fossi stato io a fare quella domanda. Poi sbottò:
«Oh bella! Un racconto inventato esiste solo nella tua testa, quello reale è passato sulla pelle di qualcuno.»
«Sbagliato!» lo rimbeccai. «Un racconto è un racconto. Quello che cambia è solo il tuo approccio mentale alla lettura. Quando sai che un racconto è davvero accaduto sei solo portato a ritenerlo più plausibile di uno inventato in quanto consapevole che qualcuno lo ha vissuto in prima persona; ti immedesimi nel fatto che le sensazioni descritte siano quelle effettivamente provate, che i pensieri riportati siano proprio quelli della vita reale. Ma è anche questo che annulla la differenza tra ciò che è vero e ciò che è inventato. In fondo, tu vieni a sapere da altri che l’episodio narrato è veramente successo senza averne però la certezza perché tu non eri presente, né hai parlato con chi lo fosse. In altre parole ti fidi, fai un accredito di fiducia. Io potrei sempre rivelarti (falsamente) che un certo racconto inventato, in realtà è vero e tu non avresti modo di smentirmi o di credere il contrario. Ma non cambia nulla. Il racconto resta un racconto. Ciò che si sposta, se ci pensi bene, è allora solo la tua predisposizione psicologica a rivivere quel narrato nella tua mente, come evento che potrebbe accadere di nuovo, persino a te, proprio perché è già capitato ad altri. E’ la illusione il motore di tutto.»
Bastiano rimase in silenzio, portandosi lentamente alla bocca la sua sigaretta metà fumata. Dalle dita si staccarono alcuni grumi di farina. Quindi mi fece:
«Perché ogni tanto, quando parli, non capisco una parola di quello che dici?»
Mi scappò un sorriso. Bastiano era così: di una simpatia disarmante. Mi guardò con attenzione mentre spegneva la sigaretta contro la porta del gabbiotto che mostrava, nel tempo, i segni indelebili delle ripetute sevizie; poi, oltrepassando la soglia del laboratorio, mi borbottò:
«Mah, sarà pure quella roba lì che dici tu, però io preferisco i racconti veri.»

14 pensieri su “Un racconto è un racconto

  1. I racconti sono comunque veri se nello scrivere ci si mette una sensazione e una emozione che si è provata o si sta provando…sono veri in questo senso…del resto meglio i racconti non veri innocui che i fatti vissuti senza alcun coinvolgimento emotivo…
    Eri già molto avanti come testa anche nel 2003!!!
    CIAO

  2. ci legge gente che non conosciamo, e che non ci conosce. a volte sento l’esigenza di capinre di più.
    un giorno ho pensato di mettere una scritta alla fine di ogni post, con la percentuale di “realmente accaduto o realmente pensato” all’interno del testo.
    poi ho lasciato perdere, era un’idea molto stupida. 🙂

Lasciami un tuo pensiero