Punta Moreno

Stavamo finendo di cenare quando ‘Gi ci raccontò di quella notte in cui, quando ancora era comandante della Stazione dei Carabinieri di Pievani, gli arrivò la telefonata della signorina Matilde di anni settantatré.
“Maresciallo corra, corra, ci sono delle persone malintenzionate sotto casa mia, io ho una paura del diavolo, non vorrei che entrassero in casa e chissà poi cosa mi fanno…”“Ma non le fanno niente, signorina, non si preoccupi, sono per giunta le tre di notte, magari sono venuti solo a prendere un po’ di fresco, è una calda notte estiva questa e lì, a punta Moreno, c’è sempre un bel venticello. Del resto cosa stanno facendo esattamente??”
“Stanno parlando ad alta voce, ridono, scherzano e bevono birra… secondo me, si stanno ubriacando per prendere coraggio per poi salire da me. Io ho paura, lo sa, vivo da sola…”
“Ma no signorina, mi creda, non c’è proprio nulla da temere, non si preoccupi, vedrà che fra un po’ se ne vanno!”
“Va bene Maresciallo se lo dice lei…”
Passano dieci minuti e la signorina Matilde richiama.
“Maresciallo presto venga subito, quei ragazzi fanno dei rumori terribili, magari si stanno preparando a buttare giù la porta e se vengono su… magari abusano di me.”
“Ma che stanno facendo esattamente, signorina?”
“Stanno facendo a gara a chi fa il rutto più grosso…, sono richiami virili, li riconosco sa, cosa crede?!?”
“Si capisco, signorina, è increscioso, ma vedrà che quando si sono stufati se ne andranno, non mi faccia venire sin lì, sono le tre e un quarto del mattino! Non corre nessun pericolo! Glielo assicuro. Non chiami più. Per cortesia.”
“Va bene Maresciallo se lo dice lei…”
Trascorrono altri dieci minuti e nella caserma di ‘Gi il telefono squilla di nuovo.
“COSA C’E’ ANCORA… SIGNORINA!?!” – abbaiò  ‘Gi oramai furioso.
“No Maresciallo, sono Mannino, il figlio del macellaio, mi scusi se la disturbo a quest’ora…”
“Oh…che è successo appuntato?”
“Mi trovavo con degli amici a punta Moreno… ci… ci eravamo messi a prendere un po’ di fresco quando, all’improvviso, da una casa è uscita una donna anziana, tutta nuda, che ha cominciato a urlare: ‘prendete me, prendete me, ma non pisciate sulle mie galline’. Si figuri che noi siamo scoppiati a ridere fino a sganasciarci, roba da non riuscire neppure a stare in piedi…”
“E allora?”
“E allora la signora si è arrabbiata come non ho mai visto nessuno arrabbiarsi così, ci ha prima insultati a morte, dicendo che eravamo dei froci buoni a nulla, e poi si è messa a prendere a vangate la mia macchina che, siccome non aveva il freno a mano tirato, è finita giù nella vigna. Non è che verrebbe con la jeep ad aiutarmi a tirarla fuori di lì?”


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